Grammarly, uno degli strumenti di scrittura AI più popolari, ha lanciato una nuova funzionalità, la 'revisione esperta', vantandosi di poter elevare la scrittura degli utenti con l'aiuto di 'grandi scrittori e pensatori'. L'idea è accattivante, ma la realtà, come spesso accade, è più complessa.
Un'analisi più approfondita ha rivelato che i 'revisori esperti' che Grammarly intende coinvolgere sono spesso giornalisti tecnologici o figure con competenze generiche, ben lontani dagli esperti di scrittura di fama mondiale che l'etichetta suggerirebbe. Questo solleva seri dubbi sulla reale qualità e l'autorevolezza del 'consiglio esperto' fornito.
E quindi? Questo ci ricorda di affrontare con un sano scetticismo le promesse marketing degli strumenti AI. Sebbene l'AI possa essere un valido supporto per la grammatica e lo stile di base, la vera 'expertise' e il tocco umano rimangono insostituibili per lavori di alta qualità che richiedono sfumature, contesto e creatività. Per chi usa questi strumenti per lavoro o studio, è fondamentale capire i loro limiti e non affidarsi ciecamente a ciò che viene generato o suggerito, verificando sempre la fonte e la qualità del feedback.