Nelle ultime 48 ore, un'inchiesta di Wired ha acceso i riflettori sui creatori di AI Thirst Trap, i modelli virtuali iper-realistici che stanno dominando Instagram. Dopo la comparsa di alcuni di questi influencer sintetici su prestigiosi red carpet, i loro sviluppatori hanno risposto alle critiche sostenendo di essere «fraintesi». Secondo i creatori, queste figure non sono semplici esche per like, ma una nuova forma di espressione artistica e storytelling digitale che risponde a un desiderio di perfezione estetica del pubblico.
L'impatto pratico di questa tendenza è immediato: il confine tra realtà e simulazione sta svanendo, portando milioni di follower a interagire con entità non umane senza piena consapevolezza. Tuttavia, per chi opera in questo settore, il tempo dell'ambiguità sta per scadere. In conformità con l'EU AI Act, che entrerà pienamente in vigore nell'agosto 2026, l'Europa imporrà l'obbligo di etichettatura chiara per tutti i contenuti generati dall'intelligenza artificiale.
In Italia e nel resto dell'UE, il mancato rispetto della trasparenza non sarà più solo una questione etica, ma comporterà sanzioni severe. Le nuove direttive mirano a proteggere gli utenti dai rischi di manipolazione psicologica, garantendo che ogni influencer sintetico sia immediatamente riconoscibile come tale. Per i creatori, la sfida sarà mantenere l'engagement pur svelando il trucco dietro i pixel.