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Il beanie che scrive i tuoi pensieri: debutta la startup Sabi

Sabi svela il primo berretto BCI che trasforma il pensiero in testo. Una rivoluzione per l'accessibilità e il lavoro pronta entro fine 2026.

Il beanie che scrive i tuoi pensieri: debutta la startup Sabi

La startup californiana Sabi è uscita ufficialmente allo scoperto nelle ultime 48 ore, presentando un beanie intelligente capace di decodificare il "discorso interno" in testo digitale. Presentato dal CEO Rahul Chhabra, il dispositivo utilizza un'interfaccia cervello-computer (BCI) non invasiva per trasformare i segnali neurali in parole su uno schermo, eliminando la necessità di tastiere o dettatura vocale.

L'impatto pratico è dirompente: oltre a offrire una nuova autonomia a chi soffre di disabilità motorie, il berretto promette di riscrivere le regole del lavoro digitale. Immaginate di rispondere a un'email o scrivere codice semplicemente formulando i pensieri, mantenendo le mani libere e riducendo il carico cognitivo della digitazione fisica. Sabi prevede di rendere il prodotto disponibile sul mercato entro la fine del 2026, includendo anche una versione a cappellino da baseball.

Tuttavia, l'arrivo di questa tecnologia in Europa dovrà superare il vaglio dell'AI Act. Trattandosi di dati neurali, considerati tra i più sensibili dal GDPR, il beanie dovrà garantire che la privacy cognitiva sia inviolabile. Le normative europee impongono infatti restrizioni severe sull'uso di sistemi biometrici che potrebbero monitorare stati emotivi o livelli di attenzione sul posto di lavoro, assicurando che il pensiero rimanga una sfera privata e non uno strumento di sorveglianza aziendale.