Il Shield PAC, un gruppo di pressione legato a esponenti di spicco di OpenAI e Palantir, è finito al centro di uno scandalo per aver finanziato una campagna occulta su TikTok. L'operazione prevede il pagamento di influencer per produrre video che descrivono l'intelligenza artificiale sviluppata in Cina come una minaccia esistenziale per l'Occidente. Questa strategia di dark money mira a influenzare l'opinione pubblica e i legislatori, mascherando interessi commerciali dietro preoccupazioni per la sicurezza nazionale.
In Europa, pratiche di questo tipo incontrano ostacoli normativi significativi. L'AI Act e il Digital Services Act (DSA) impongono infatti una trasparenza rigorosa sulla pubblicità politica e sui contenuti sponsorizzati, obbligando le piattaforme a rivelare chi finanzia determinati messaggi. Inoltre, il GDPR limita fortemente il micro-targeting basato sulla profilazione psicologica, una tecnica spesso usata in queste campagne per alimentare la paura negli utenti più suscettibili.
L'impatto pratico è una crescente polarizzazione del mercato tecnologico. Per le aziende italiane ed europee, questa guerra fredda digitale significa dover navigare tra restrizioni all'importazione e una narrazione che spinge verso il protezionismo. Per gli utenti, il rischio è che il feed dei social diventi un campo di battaglia geopolitico dove la distinzione tra opinione spontanea e propaganda pagata è sempre più sottile.