In una mossa senza precedenti per il settore tecnologico, i dipendenti di Google DeepMind nel Regno Unito hanno votato con una maggioranza del 98% a favore della sindacalizzazione. La decisione, formalizzata il 5 maggio 2026, nasce come risposta diretta a un nuovo accordo classificato tra Google e il Pentagono, che permette l'uso dei modelli IA per «qualsiasi scopo governativo lecito», sollevando timori su sorveglianza di massa e armi autonome.
L'impatto pratico è immediato: i lavoratori minacciano ora scioperi della ricerca, astenendosi dal migliorare prodotti core come Gemini pur continuando le attività di manutenzione ordinaria. Questa forma di protesta punta a colpire il vantaggio competitivo di Google proprio mentre la corsa all'IA si sposta verso il settore della difesa. I sindacati CWU e Unite chiedono il ripristino dei principi etici rimossi nel 2025 e il diritto individuale di rifiutare progetti bellici.
In un contesto europeo dove l'AI Act impone già limiti severi sull'IA ad alto rischio, l'iniziativa dei ricercatori di Londra agisce come un contrappeso sindacale alle pressioni militari statunitensi. Mentre le normative di Bruxelles cercano di garantire una IA antropocentrica, i lavoratori di DeepMind stanno tentando di trasformare queste tutele legali in potere contrattuale collettivo, creando un precedente per tutti i laboratori di frontiera operanti nel continente.