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Intel’s comeback story is even wilder than it seems: la svolta Apple

Intel segna un +490% in borsa e stringe un accordo storico con Apple. Scopri l'impatto della rinascita dei chip sulla sovranità tech europea.

Intel’s comeback story is even wilder than it seems: la svolta Apple

Il ritorno di Intel ai vertici dell'industria tecnologica ha superato ogni previsione, culminando l'8 maggio 2026 con l'annuncio di un accordo preliminare per produrre chip per Apple. Secondo quanto riportato da TechCrunch, il titolo ha registrato un balzo del 19%, portando la crescita annuale a un incredibile +490%. Sotto la guida del CEO Lip-Bu Tan, l'azienda ha trasformato la sua divisione Foundry in un hub globale, attirando giganti come Tesla e Amazon grazie al successo del nodo produttivo 18A.

L'impatto pratico per le aziende è una drastica riduzione della dipendenza dai fornitori asiatici, stabilizzando i prezzi e le tempistiche di fornitura. Per l'Europa, questa rinascita si inserisce nel quadro del nuovo Chips Act II, che mira a snellire i finanziamenti per i poli di ricerca e produzione. In Italia, il consolidamento della partnership con STMicroelectronics ad Agrate Brianza e i nuovi investimenti in R&D promettono di trasformare il territorio in un nodo cruciale per i semiconduttori avanzati, garantendo alle imprese locali un accesso prioritario a hardware ottimizzato per l'intelligenza artificiale.

Nonostante le sfide sulle rese produttive rispetto a TSMC, la "storia selvaggia" di Intel dimostra che la sovranità tecnologica occidentale è di nuovo possibile. Per i professionisti del settore, questo significa una filiera più corta e una maggiore resilienza contro le tensioni geopolitiche. La disponibilità di chip prodotti localmente permetterà inoltre di rispettare più facilmente i futuri standard europei sulla tracciabilità dell'hardware e sulla sicurezza dei dati.