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Musk voleva Sam Altman in Tesla: i segreti del processo OpenAI

Nuove testimonianze svelano il piano di Musk per assorbire OpenAI in Tesla. Ecco cosa rischia il settore AI tra battaglie legali e nuovi monopoli.

Musk voleva Sam Altman in Tesla: i segreti del processo OpenAI

Nelle ultime 48 ore, il processo tra Elon Musk e OpenAI ha scosso la Silicon Valley con rivelazioni che cambiano la percezione della governance tecnologica. La testimonianza di Shivon Zilis ha confermato che Musk, nel 2017, tentò di reclutare Sam Altman nel consiglio di amministrazione di Tesla per assorbire OpenAI e trasformarla in una divisione della sua azienda automobilistica. L'obiettivo era creare un laboratorio AI di livello mondiale capace di sfidare Google, ma sotto la direzione unica del miliardario.

Per i professionisti del settore, questa notizia sottolinea un rischio operativo: la dipendenza da modelli IA le cui sorti sono legate a dispute legali tra fondatori. In un contesto dove l'AI Act europeo impone standard di trasparenza e resilienza, queste lotte di potere evidenziano l'importanza di diversificare i fornitori di tecnologia. In Europa, dove il GDPR già limita l'uso indiscriminato dei dati per il training, una OpenAI controllata da Tesla avrebbe potuto generare conflitti normativi ancora più complessi sulla proprietà dei dati e sulla neutralità degli algoritmi.

Con una posta in gioco di 134 miliardi di dollari, il processo si avvia verso la fase decisiva. La prossima settimana la testimonianza di Altman potrebbe definire se OpenAI rimarrà un'entità indipendente o se subirà una ristrutturazione forzata, con impatti diretti sulla disponibilità dei modelli GPT per le imprese globali.