La partnership tra OpenAI e Apple, nata nel 2024 per portare ChatGPT su iPhone, è ufficialmente al punto di rottura. Secondo indiscrezioni riportate da TechCrunch e Bloomberg, la società guidata da Sam Altman starebbe preparando un'azione legale — o quantomeno una notifica formale di violazione contrattuale — contro il colosso di Cupertino. L'accusa è pesante: Apple avrebbe deliberatamente "nascosto" l'integrazione di ChatGPT all'interno di Siri, impedendo alla startup di raggiungere i miliardi di dollari in abbonamenti previsti inizialmente.
Per gli utenti, questo scontro segna la fine dell'era della collaborazione privilegiata. Se OpenAI dovesse procedere, l'integrazione nativa in iOS potrebbe diventare meno fluida o sparire del tutto, proprio mentre Apple si prepara a lanciare iOS 27 con il supporto a modelli concorrenti come Google Gemini. In Europa, questa frammentazione potrebbe complicare ulteriormente la conformità all'AI Act: con la fine dell'accordo esclusivo, la gestione della sovranità dei dati e del consenso dell'utente tra diversi provider di IA diventerà un labirinto burocratico per le aziende italiane che utilizzano l'ecosistema Apple per il lavoro.
Il sentirsi "bruciati" non è una novità per i partner di Apple, ma stavolta la posta in gioco è il controllo dell'interfaccia del futuro. Mentre OpenAI lavora segretamente a un proprio hardware con Jony Ive, la battaglia legale su iOS appare come il primo atto di una guerra aperta per il dominio della generative AI mobile.