L'uscita di scena di Tim Cook da Apple segna la fine di un'epoca e il consolidamento di un impero fondato sui servizi. Il cambio della guardia a Cupertino, analizzato nell'ultimo report di Wired, sposta l'asse dell'azienda verso una monetizzazione aggressiva dell'ecosistema, un passaggio che in Europa dovrà fare i conti con le maglie sempre più strette del Digital Markets Act.
Nel frattempo, Elon Musk accelera la fusione tra spazio e software: SpaceX ha opzionato l'acquisto di Cursor per 60 miliardi di dollari. L'obiettivo è creare un'egemonia nel coding assistito da IA, integrando i modelli di xAI con l'infrastruttura Starlink. Per le aziende italiane e continentali, questo significa una dipendenza tecnologica ancora più marcata da un unico fornitore, sfidando i principi di interoperabilità promossi dai regolatori di Bruxelles.
A chiudere il quadro è il controverso manifesto di Palantir. Il documento, che definisce il supporto militare come un "obbligo morale" per i tech-giant, ha sollevato forti dubbi etici. In un contesto europeo dominato dalla discussione sull'AI Act, la retorica di Alex Karp sulla superiorità tecnologica e il ritorno alla "hard power" rischia di isolare ulteriormente le big tech americane dai mercati che richiedono trasparenza e neutralità algoritmica.