La società Tools for Humanity, co-fondata da Sam Altman, è finita al centro di una bufera mediatica dopo che un'inchiesta di Wired ha rivelato che la partnership con la popstar Bruno Mars non è mai esistita. L'azienda aveva promosso il nuovo Concert Kit, uno strumento basato su World ID 4.0 che avrebbe dovuto garantire l'accesso esclusivo ai biglietti per i fan verificati tramite l'Orb, il celebre scanner oculare.
L'impatto pratico per gli utenti è immediato: la promessa di utilizzare la propria identità digitale biometrica per sconfiggere il bagarinaggio si scontra con una realtà di marketing ingannevole. Chi ha ceduto i propri dati sensibili sperando in vantaggi concreti nel mondo dell'intrattenimento si ritrova oggi con un profilo verificato presso un'entità la cui trasparenza è seriamente compromessa.
In un contesto europeo dominato dal GDPR, questo episodio aggrava la posizione di Worldcoin di fronte alle autorità di controllo. Il Garante della Privacy e le altre authority UE, già scettiche sulla raccolta massiva di dati biometrici, potrebbero interpretare questa finta partnership come una violazione dei principi di correttezza e trasparenza previsti dai regolamenti comunitari. Per i cittadini europei, il rischio è che la fiducia riposta in sistemi di verifica dell'umanità venga sfruttata per scopi di crescita aggressiva senza basi legali solide.