OpenAI ha confermato la chiusura immediata della sua applicazione di generazione video AI, Sora, e della relativa API, a soli sei mesi dal suo debutto. La decisione, annunciata tra il 24 e il 25 marzo 2026, segna la fine di un progetto che, sebbene tecnologicamente avanzato, ha sollevato profonde preoccupazioni etiche e incontrato ostacoli economici e di adozione.
Definita da alcuni come "l'app più inquietante sul tuo telefono", Sora ha affrontato un'ondata di critiche per le sue implicazioni in termini di deepfake, consenso e proprietà intellettuale. Numerose denunce sono state presentate per l'uso non autorizzato di somiglianze di personaggi pubblici, sia viventi che defunti, e il sistema di autenticazione si è rivelato facilmente aggirabile. Questo scenario ha costretto OpenAI a passare da un modello di opt-out a uno di opt-in, un cambiamento che risuona fortemente con le stringenti normative sulla privacy europee, come il GDPR, che pongono un'enfasi maggiore sul consenso esplicito dell'utente.
Oltre alle sfide etiche, la chiusura è dettata da ragioni economiche e strategiche. Sora richiedeva ingenti risorse computazionali, bruciando milioni in costi operativi, con un modello economico insostenibile rispetto ai concorrenti. Il calo drastico dei download e la mancanza di un interesse sostenuto da parte degli utenti hanno evidenziato una mancanza di utilità pratica al di là della novità iniziale. OpenAI intende ora reindirizzare le proprie risorse verso la ricerca sull'intelligenza artificiale generale (AGI), la robotica e lo sviluppo di strumenti per le imprese, consolidando le sue offerte consumer in una "superapp". La notizia ha avuto un impatto significativo, portando anche alla rescissione dell'accordo da 1 miliardo di dollari con Disney, che prevedeva l'utilizzo dei suoi personaggi su Sora. Gli utenti di Sora saranno presto informati sulle modalità per preservare i propri lavori.