L'AI Hype Index aveva già segnalato un cambiamento, ma le ultime 48 ore confermano che l'intelligenza artificiale è passata dalla fase di speculazione a quella di applicazione militare concreta. L'articolo "The AI Hype Index: AI goes to war" del MIT Technology Review evidenzia questa transizione critica, e le recenti notizie mostrano come l'Europa stia reagendo con urgenza.
La Germania, ad esempio, sta accelerando l'integrazione di strumenti AI per ottimizzare il processo decisionale in tempo di guerra, imparando dalle esperienze sul campo in Ucraina. L'obiettivo è analizzare i dati del campo di battaglia più rapidamente degli umani, mantenendo però l'AI come strumento consultivo per garantire che la decisione finale rimanga sempre all'operatore umano. Questa attenzione all'etica e al controllo umano è cruciale nel dibattito europeo sull'AI.
Parallelamente, l'Europa sta vedendo progressi tangibili nello sviluppo di droni autonomi. La svizzera Destinus e la statunitense Shield AI hanno concluso test di successo in Spagna con il drone intercettore Hornet, utilizzando il software Hivemind già impiegato in Ucraina. Anche i Paesi Bassi hanno ordinato 12 droni V-BAT, dotati di capacità AI per operare senza connessione satellitare, per la propria marina. Questi sviluppi mirano a ridurre la dipendenza da aerei con equipaggio e migliorare la sorveglianza.
In un'ottica più ampia, la Commissione Europea ha proposto il programma AGILE, un nuovo strumento finanziario da 115 milioni di euro per il 2027, volto ad accelerare lo sviluppo e l'adozione di tecnologie difensive dirompenti, inclusa l'AI, portandole dal laboratorio al campo in tempi record. Questa iniziativa sottolinea l'impegno dell'UE a rafforzare la propria industria della difesa e la capacità di risposta alle minacce emergenti, anche sfruttando l'esperienza dell'Ucraina come hub per l'addestramento di modelli AI su dati reali di battaglia.