Nelle ultime 48 ore, il dibattito politico in California è stato scosso dalla proposta radicale di Tom Steyer per proteggere i lavoratori dall'automazione. Il candidato governatore ha formalizzato il piano per un Golden State Sovereign Wealth Fund, un fondo sovrano alimentato da una token tax applicata alle Big Tech. L'idea è semplice quanto dirompente: tassare ogni unità di dati elaborata dai modelli di intelligenza artificiale per finanziare direttamente una garanzia occupazionale statale.
L'impatto pratico per chi perde il posto a causa degli algoritmi sarebbe immediato: l'accesso a nuovi impieghi garantiti in settori strategici come la sanità, l'edilizia abitativa e le infrastrutture energetiche. A differenza dell'approccio dell'Unione Europea, che con l'AI Act e il GDPR si è concentrata finora sulla trasparenza dei dati e sulla sicurezza dei sistemi, la mossa californiana punta dritta alla redistribuzione economica.
Se approvata, questa misura trasformerebbe la California nel primo laboratorio globale in cui l'efficienza delle macchine finanzia direttamente la dignità del lavoro umano. Per le aziende, ciò significa che l'adozione di strumenti di automazione non sarà più solo una scelta di produttività, ma comporterà una responsabilità fiscale precisa verso la forza lavoro dislocata, un modello che i regolatori europei stanno già osservando come possibile evoluzione del welfare tecnologico.