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Reid Hoffman: l'AI medica è un dovere, non usarla è negligenza

Al Wired Health, Reid Hoffman avverte: i medici che ignorano l'AI per un secondo parere rischiano l'accusa di negligenza professionale.

Reid Hoffman: l'AI medica è un dovere, non usarla è negligenza

Durante l'evento Wired Health del 30 aprile 2026, Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn e pioniere dell'intelligenza artificiale, ha lanciato una provocazione destinata a scuotere il settore sanitario: non consultare l'AI per un secondo parere diagnostico sta diventando una forma di negligenza professionale. Secondo Hoffman, la capacità dei modelli linguistici di analizzare vasti database clinici in tempo reale offre una rete di sicurezza che il solo intuito umano non può più garantire.

L'impatto pratico per i professionisti è una trasformazione del flusso di lavoro: l'AI non sostituisce il medico, ma agisce come un co-pilota diagnostico. Strumenti come quelli sviluppati dalla sua startup Manas AI accelerano non solo la scoperta di nuovi farmaci, ma anche l'identificazione di patologie rare che spesso sfuggono ai controlli routinari. L'obiettivo è ridurre drasticamente gli errori medici, che restano una delle principali cause di mortalità evitabile a livello globale.

In un contesto come quello europeo, dove la protezione dei dati è sancita dal GDPR e l'AI Act impone rigidi paletti etici, la sfida è integrare queste tecnologie senza compromettere la privacy del paziente. Hoffman ha esortato l'Europa a non restare a guardare per timore della burocrazia, sottolineando che l'efficienza di modelli come DeepSeek dimostra che l'innovazione può essere democratica e accessibile, a patto di accettare la sfida della modernizzazione delle infrastrutture ospedaliere.