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Hollywood: sceneggiatori addestrano l'IA in segreto

Il nuovo lavoro secondario degli autori TV è addestrare l'IA che li sostituirà. Ecco come il mercato creativo sta cambiando per sempre.

Hollywood: sceneggiatori addestrano l'IA in segreto

Nelle ultime 48 ore, un'inchiesta di Wired ha svelato una realtà paradossale: gli sceneggiatori di Hollywood, colpiti dalla crisi produttiva post-scioperi, stanno lavorando in segreto per addestrare i modelli di intelligenza artificiale destinati a sostituirli. Attraverso piattaforme come Mercor e Outlier, autori e showrunner rifiniscono dialoghi e coerenza narrativa dei chatbot, trasformando la creatività in un'attività di data labeling sotto stretti accordi di riservatezza.

L'impatto pratico è una mutazione genetica del settore: il "lavoro secondario" per eccellenza non è più fare il cameriere, ma diventare un addestratore di algoritmi. Per i professionisti, questo significa una sopravvivenza economica immediata, ma al prezzo di alimentare la propria obsolescenza. La capacità di curatela editoriale sta diventando più richiesta della scrittura originale, spostando il valore dal "creare" al "correggere" la macchina.

In Europa, questa tendenza si scontra con le maglie strette dell'AI Act. Mentre negli USA i contratti restano opachi, le normative europee sulla trasparenza dei dati di addestramento potrebbero presto obbligare le aziende a dichiarare il contributo umano. Questo scenario pone l'Italia e l'UE in una posizione di vantaggio etico, rendendo difficile per le big tech nascondere l'uso di lavoro creativo fantasma per istruire i propri sistemi generativi.